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| Il neo-papà Abbiati |
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MILANO. Venerdì, 25 Febbraio 2000
Com’è cambiata la tua vita da quando è arrivata Giulia? “È cambiata in meglio, sto vivendo sensazioni stupende che non avevo mai provato prima. Il suo arrivo ha portato tanta gioia nella mia vita, mi ha dato una carica in più. Ora vedo tutto sotto un’altra luce”. Spiegaci. “Immaginavo che il ruolo di padre fosse quasi come un lavoro. Invece no, si è rivelato più un divertimento. Giulia vuole stare in braccio, giocare, ridere, dà molte soddisfazioni. È uno spasso stare con lei”. La sua nascita equivale alla gioia per lo scudetto moltiplicata per...? “Per niente. Non c’è confronto, sono due cose assolutamente diverse, che scorrono parallele. È tua figlia, la devi crescere, allevare, educare. Non è mica una responsabilità da poco. Lo scudetto è un successo di squadra, un figlio è un'impresa molto più... intima”. È più difficile cambiare un pannolino o parare un rigore? “Se parassi i rigori con la disinvoltura con cui cambio i pannolini sarei un fenomeno”. E allora, è più dura una seduta di allenamento o alzarsi di notte quando piange? “Per fortuna si alza sempre la mamma. E se piange è per mangiare, ma di notte capita raramente. Io e Stefania siamo stati fortunati, perché di solito Giulia riesce a fare una tirata unica fino al mattino. Otto ore di sonno, non è mica facile per un bambino”. Svelaci che tecnica adotti per farla addormentare. “Mi basta tenerla in braccio, coccolarla per pochi minuti. Adesso inizia a vedere bene, a mettere a fuoco i colori, ed è più facile farla addormentare”. Com’eri, Christian, da piccolo? “Tranquillo, come adesso”. Il tuo cartone animato preferito? “Gatto Silvestro”. Te l’hanno detto che ti trasformi quando parli di Giulia? “Ora sono più responsabile, ragiono in un modo diverso. Ho formato una famiglia, so che passerò tutta la vita con loro”. Cosa vorresti che facesse da grande? “L’avvocato. Ho sempre avuto un debole per le donne avvocato”. Dì la verità, tifavi per il maschietto? “No, ho sempre desiderato le femminuccia. In futuro “rimedieremo”...”. Vuoi dire che... “Volevo dire in futuro, e cioè tra qualche anno”. Chi ha scelto il nome? “È stato concordato, senza problemi, in serenità”. Hai voluto sapere di che sesso fosse? “L’abbiamo saputo dopo quattro mesi. Eravamo preparati”. Hai assistito al parto? “Si, ed è la cosa più bella che un padre possa provare. Ero indeciso fino all’ultimo se entrare oppure no, ma alla fine è stato istintivo. Sono entrato deciso perché era giusto così”. Sempre sicuro, come nelle uscite. “Non scherziamo. In quel momento mi tremavano le gambe, ma ero felice come un bambino. E come un bambino ho pianto”. Qual è la tua idea di felicità? “La tranquillità. Quando chi mi vive accanto sta bene ed è felice, allora lo sono anch’io”. La cosa che più ti diverte di lei. “Quando si sveglia, ci guarda, ci riconosce e comincia a ridere”. Tra mille felicitazioni, la curva ti ha regalato – forse – quella più bella: un fiocco rosa appeso alla rete (domenica 6 febbraio, Milan – Bari). “I ragazzi della curva sono stati molto carini, è stata una sorpresa davvero speciale”. |
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Intervista di
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| Fonte: www.acmilan.com |
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