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TORINO. Come già non bastassero le importantissime defezioni di Simone Barone e Gianluca Comotto, Alberto Zaccheroni rischia di dover affrontare l’Inter pure senza Christian Abbiati : con Alessandro Rosina, il valore aggiunto di questo Toro. Nell’allenamento di ieri pomeriggio il portiere ha avvertito una fitta all’altezza del retto femorale e subito alzato la mano, a richiamare l’attenzione di staff tecnico e medici. Breve consulto, poi il portiere è stato immediatamente accompagnato per effettuare un esame ecografico. Le cui risultanze confortano sì i granata, tuttavia ieri sera il giocatore avvertiva ancora molto dolore alla gamba dolente, che è la destra: quella che tra l’altro usa abitualmente per calciare. Conoscendone l’orgoglio e la fondamentale importanza per la squadra, alla luce del positivo referto ecografico c’è da credere che Abbiati stringerà i denti e si lascerà alle spalle il dolore, pur di esserci. Ma se anche nel tardo pomeriggio odierno manifestasse perplessità, soprattutto riferite al male accusato subito dopo la fitta e a quel punto perdurante, ecco che per Zaccheroni s’imporrebbe il debutto stagionale di Massimo Taibi. Non è casuale, e non è stata soltanto un eccesso di zelo, la convocazione del terzo portiere Alberto Maria Fontana. L’infortunio muscolare di Abbiati giunge proprio alla vigilia di un’importante ricorrenza statistica. Se oggi fosse regolarmente in campo per il portiere si tratterebbe della duecentesima presenza in campionati professionistici, come risulta dalle sempre puntuali schede di Football Data. Per la precisione: 147 in serie A, 26 di B e altrettante di C1, con le maglie di Monza, Milan, Juventus e Torino. Torino che dopo gli elogi ma soprattutto le rassicurazioni del presidente Urbano Cairo appare sempre più come la sua squadra anche per il futuro prossimo. A spazzare via residui dubbi mercatari ieri ci ha pensato anche il vicepresidente del Milan, Adriano Galliani: «Il Toro ha il diritto di riscatto e quindi deciderà il presidente Cairo se pagare la cifra convenuta o restituircelo alla fine del campionato». Ma quanto incida un portiere forte come Abbiati nell’economia di un campionato il Toro lo sta scoprendo giornata dopo giornata, pertanto è davvero poco verosimile che il Toro receda dal proposito di riscattarlo definitivamente, oltretutto dopo aver persino già annunciato quell’intenzione. Si diceva in precedenza come Abbiati sia - unitamente al Rosina delle ultime partite di campionato - il valore aggiunto del Toro. La sua sicurezza tra i
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pali è una garanzia che conferisce tranquillità a tutta la squadra, in particolar modo al reparto arretrato, quello maggiormente sollecitato nella fase difensiva. In granata Abbiati ha trovato una piazza calda e passionale in partita, nel contesto di una città e di un ambiente che rispettano la sua privacy e la sua tranquillità fuori dal rettangolo di gioco. Superate le incomprensioni dei primi mesi, quando raccattava contumelie da tutti (gli juventini gli imputavano il tradimento e il passaggio al Toro; i granata alcune strane disattenzioni con Udinese e Siena), ora Abbiati vola letteralmente sulle ali dell’entusiasmo. Fedeli a una ricchissima tradizione di grandi portieri, i tifosi del Toro ormai lo hanno eletto loro beniamino, apprezzandone la professionalità e lo stile che ricordano molto un suo predecessore: Luca Marchegiani, ragazzo composto tra i pali e nella vita. Vederlo allenarsi accanto a Taibi e Fontana è un autentico spettacolo. L’allenatore dei portieri granata, Maurizio Guido, è l’uomo che lo ha scoperto ai tempi del Milan, invitando Zaccheroni a puntare sul giovane Abbiati per rimpiazzare l’ondivago Sebastiano Rossi. Oggi come allora torchia i portieri senza alcuna pietà, convintissimo assertore della tesi secondo cui un giocatore può sempre migliorare attraverso la seria applicazione in allenamento. È questa molla che spinge anche Abbiati a dare il meglio di sé: molti addetti ai lavori sono pure convinti che il portiere del Toro abbia ancora amplissimi margini di miglioramento. Del resto pure la carriera dei suoi colleghi aiuta a comprendere come l’età migliore per un estremo difensore sia dopo i trent’anni: Abbiati li compirà soltanto a luglio, e anche questo è un elemento che depone a favore del suo riscatto in granata, indipendentemente dai (quasi) cinque milioni che serviranno per strapparlo al Milan. Nell’ottica di costruire un Toro giovane e forte, Cairo ha investito subito sulle fondamenta della squadra. Portiere e difesa garantiscono affidabilità anche in prospettiva, e oggi suonano dolci certe rassicurazioni di Zaccheroni in autunno, spese quando il Toro era più instabile d’una foglia. «Aspettate un po’ prima di emettere giudizi tranchant: se conosco ancora il calcio e il mio mestiere, questa difesa alla fine del campionato sarà una delle meno battute». Aveva ragione lui, glielo dobbiamo. Certo per confermare il trend avrà bisogno del miglior Abbiati , quello decisivo e ispirato anche sui rigori: a cominciare da stasera, si capisce.
Piero Venera
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